Il Parco Naturale Regionale di Palude del Conte e Duna Costiera è una riserva naturale orientata regionale istituita nel comune di Porto Cesareo con Legge Regionale del marzo 2006.

La riserva è facilmente raggiungibile seguendo le indicazioni all’interno del paese di Porto Cesareo.

Il parco è costituito da un’ampia zona di arenile, una zona dominata dalle dune sabbiose che si estende per circa 3 km e una vasta zona retrodunale che caratterizza l’ambiente circostante.

L’istituzione del parco ha voluto far sì che molte specie sviluppatesi o insediatesi negli habitat naturalistici presenti sul territorio venissero protette e salvaguardate, nonché studiate dagli esperti che ne traggono profitto per le loro attività di ricerca che aiutano tutti noi a conoscere meglio il territorio in cui viviamo. Diversi sono gli habitat sviluppatisi e che racchiudono vaste varietà di flora e fauna che sono state, nel tempo, inserite nella cosiddetta lista rossa nazionale.

La vegetazione, nonché la stessa fauna, si differenziano a seconda dell’ambiente di appartenenza.

Ad esempio, la zona dunale si caratterizza per la presenza di vegetazione arborea e arbustiva e, nello specifico, qui si possono osservare Juniperus oxycedrus subsp. Macrocarpa (ginepro coccolone), mentre nell’area palustre sono presenti steppe salate (Limonetalia), praterie mediterranee con piante erbacee alte e giunchi (Molinio-Holoschoenion), pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi). Di estrema bellezza sono anche l’orchidea acquatica (Orchis laxiflora) e l’orchidea di palude (Orchis palustris).

Non mancano certamente le varietà di piante tipiche della macchia mediterranea.

Oltre alla ricchezza vegetativa, l’area è famosa e importante anche per il suo ruolo di punto prediletto per la sosta e lo svernamento delle specie migratrici. Tra la fauna più importante vi sono esemplari di Martin pescatore (Alcedo atthis), Germano reale (A. platyrhynchos), Cavalliere d’Italia (Himantopus himantopus), Tarabusino (Ixobrychus minutus), Fraticello (Sterna albifrons), nonché rettili come la Tartaruga marina (Caretta caretta), il Cervone (Elaphe quatuorlineata) e il Colubro leopardiano (Elaphe situla).

L’area è stata classificata dall’Unione Europea come uno tra gli habitat prioritari in pericolo di estinzione e, dunque, meritevole di conservazione.

Del parco, nello specifico, fanno parte l’area della duna costiera, nonché le cosiddette Spunnulate. Quest’ultima denominazione deriva dal termine dialettale “spunnare”, sprofondare.

Le “spunnulate” sono delle cavità naturali del terreno, meglio note con il termine doline, hanno una forma circolare e una profondità variabile e sono presenti per lo più nell’area circostante Torre Castiglione, una delle località marittime all’estremo confine tra la provincia leccese e quella tarantina.

Le doline hanno origine carsica, essendo state generate da uno sprofondamento dell’area causato dall’erosione dell’acqua. L’intero territorio salentino è caratterizzato da fenomeni carsici che molto spesso hanno originato delle vere e proprie meraviglie sotterranee.

Anche le Spunnulate rivestono un ruolo importante a livello naturalistico e non solo per la loro origine e conformazione, ma anche per la vegetazione circostante e interna.

È lampante la diversità degli habitat caratterizzanti l’interno e l’esterno di queste aree: nella parte più profonda e fresca si possono trovane piante appartenenti alla macchia mediterranea, ma solo quelle che riescono a sopportare la totale assenza di luce e la forte umidità, mentre la vegetazione che si può osservare sulle pareti è composta principalmente da macchia-gariga a leccio, olivastro (Olea oleaster), mirto (Myrtus communis), lentisco (Pistacia lentiscus) ed altre specie, nonché piante di cappero (Capparis spinosa) e caprifico (Ficus carica caprificus), presenti solo sulle pareti più scoscese.